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SPORT · PERSONE · VALTIBERINAEtica e tutela delle persone
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Vi stupite per l’ennesimo cambio di regolamento?

Vi stupite per l’ennesimo cambio di regolamento?

Eppure la pallavolo, dalla sua nascita, è lo sport che ha cambiato più regole di tutti.

Pensate che la prima pallavolo, quella inventata da Morgan nel 1895, non si chiamava nemmeno pallavolo: si chiamava Mintonette, da Minton, il primo nome del badminton.

Dal badminton prese la rete, che divideva il campo ed era alta appena sei piedi: circa 180 centimetri.
Dal basket arrivarono la palla e il campo;
Dal baseball il punteggio a innings. Ogni squadra poteva battere finché non commetteva tre errori al servizio.

Il numero dei giocatori poteva essere potenzialmente infinito: tanti quanti ce ne stavano in campo. E infiniti erano anche i tocchi. In una pubblicazione ufficiale si racconta che, durante una partita nelle Filippine, il pallone arrivò a 54 tocchi prima di essere mandato dall’altra parte.

E la chicca? Esisteva perfino l’“assistente al servizio”, pronto ad aiutare la battuta a superare la rete quando da sola non ce la faceva!

Da quella Mintonette siamo arrivati alla pallavolo di oggi, attraverso decine di cambiamenti e aggiustamenti, spesso pensati anche per rendere lo spettacolo più adatto alla televisione. Quindi non stupiamoci: probabilmente non è finita qui.

Ah, per la cronaca: 43 anni fa, quando ho iniziato io, la pallavolo era così.

Si giocava con il cambio palla e si arrivava a 15. Se la battuta toccava il net, era cambio palla. Il palleggio, se non eri il palleggiatore — e non eri bravo — era quasi sempre doppia. E doppia era anche la ricezione in bagher sopra i polsi.
La zona di battuta era soltanto quella dei tre metri del posto uno. E la battuta si poteva persino murare.

Il pallone era bianco, molto più gonfio, duro e veloce rispetto a quello di oggi.

Ho reso l’idea?
Forza Volley Revolution! 🏐💙

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